Tre piatti dolci e tre piatti salati da mangiare in Sicilia

Ci sono tantissimi motivi per concedersi una vacanza in Sicilia: la varietà di panorami che l’isola è in grado di offrire; lo splendido mare che la bagna; le spettacolari saline; il meteo, praticamente perennemente soleggiato; le bellezze artistiche e culturali che questa terra dalla grande tradizione ha da offrire. Di sicuro però, uno dei punti di forza della Sicilia è la sua gastronomia.

La natura è particolarmente generosa sull’isola, e le dona prodotti e materie prime di assoluta qualità. Le tante influenze subìte nel corso dei secoli, oltre che la vicinanza all’Africa poi, hanno generato nel tempo combinazioni fantasiose di ingredienti in grado di offrire sapori eccezionali.

Fruit è presente in Sicilia con il FRUIT VILLAGE MORTELLE Le Dune Beach Resort, una struttura che affaccia direttamente sul mare che è l’ideale per chi ha bisogno di staccare la spina e godersi un po’ di relax, e magari approfittare dell’occasione per scoprire alcuni prodotti d’eccellenza della cucina siciliana.

Noi ve ne consigliamo sei: tre dolci e tre salati. Siamo sicuri che riusciremo a stimolare la vostra curiosità.

Cannolo siciliano

mangiare in Sicilia

Il cannolo siciliano è probabilmente il prodotto di pasticceria più noto dell’isola. Le sue origini sono antichissime e risalgono, secondo la tradizione, addirittura all’epoca romana. Secondo altre ipotesi l’origine sarebbe saracena, ma comunque ispirata a una descrizione fatta da Cicerone. Certa invece è l’origine del nome, dovuta alle canne di fiume attorno alle quali veniva avvolta la pasta in passato.

Il cannolo è composto da una cialda arrotolata e fritta, e ripiena tradizionalmente di ricotta di pecora zuccherata, e con l’aggiunta di gocce di cioccolato e canditi. La ricetta come la conosciamo oggi è stata affinata dai pasticcieri palermitani, mentre una famosa variante messinese prevede l’aggiunta del cioccolato alla crema di ricotta. Quello su cui tutti concordano è che la pasta vada riempita al momento, perché la crema andrebbe altrimenti a “inzuppare” la cialda facendole perdere la tradizionale croccantezza. Ecco perché alcuni pasticcieri rivestono la cialda di cioccolato fondente, che impermeabilizza la pasta, oltre a renderla ancora più golosa.

Iris

mangiare in Sicilia

Nonostante sia una preparazione dolce, l’Iris viene considerata un prodotto dello “street food” siciliano. Deve il nome al suo inventore, il pasticciere Antonio Lo Verso, che la preparò in occasione della prima dell’opera Iris, di Pietro Mascagni.

Si tratta di una pasta lievitata e fritta, una sorta di ciambella senza buco, e ripiena di una crema tradizionalmente preparata con ricotta zuccherata e cioccolato. Sono presenti diverse varianti, tra cui quella al pistacchio o al cioccolato. L’importante è mangiarle rigorosamente calde, appena fritte. Ne esiste anche una versione al forno, per restare un minimo più leggeri. Un minimo, appunto.

Granita

mangiare in sicilia

Anche la storia della granita si fa risalire alla contaminazione dovuta al periodo di dominazione araba, quando questi ultimi portarono in Sicilia una sorta di sorbetto, realizzato con succhi di frutta e ghiaccio, o addirittura con la neve presa dall’Etna e dai monti siciliani. La ricetta è stata poi affinata nel corso degli anni fino ad arrivare a quella che conosciamo oggi, resa particolare dalla sua consistenza, cremosa e molto più simile a quella di un gelato, grazie al particolare processo di gelatura e mantecatura che evita la formazione di cristalli di ghiaccio.

La granita, soprattutto d’estate, costituisce una delle più tipiche colazioni siciliane, specie se consumata insieme alla tradizionale “brioscia”, una pasta tonda con una pallina in cima, chiamata in dialetto “tuppu”.

Arancino/a

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Milan-Inter? Sampdoria-Genoa? Macché. Il derby più “sentito” d’Italia è sicuramente quello tra Palermo e Catania: si dice arancino o arancina? Tradizionalmente a Catania e in generale nella parte orientale della Sicilia viene declinato al maschile, mentre a Palermo e in quella occidentale dell’isola, al femminile. Cambia anche la forma da una zona all’altra dell’isola: a Messina ad esempio prevale la forma più allungata e a cono, mentre a Palermo, proprio per la somiglianza con il frutto dell’arancia da cui prende il nome, è in genere di forma sferica.

Comunque la si pensi, si tratta di un prodotto dello street food isolano di assoluta eccellenza: una pallina di riso arricchita con una farcitura e impanata e fritta. I due ripieni più tradizionali sono quelli al ragù, con pomodoro, carne e piselli, e quello al burro, arricchito con mozzarella o caciocavallo. Negli ultimi anni se ne stanno diffondendo infinite varianti gourmet, tutte da provare.

Panelle

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Un’altra delle basi dello street food siciliano sono sicuramente le panelle, una sorta di frittella preparata con un impasto di farina di ceci, acqua e prezzemolo. Il composto viene cotto come una sorta di polenta, e poi steso e fatto raffreddare, infine tagliato e fritto.

Spesso sono consumate nei “cuoppi” tradizionali insieme a crocché e altre preparazioni pastellate, ma forse il modo più tipico di mangiarle è in mezzo al pane. Generalmente si tratta di Mafalde, dei panini ricoperti da semi di sesamo.

Le panelle sono davvero un classico spuntino palermitano e sono diffuse in gran parte dell’isola, e anch’esse sono di origine piuttosto antica. L’intermezzo perfetto per sentirsi dei veri isolani.

Couscous

Abbiamo scelto un piatto un po’ particolare, per discostarci dai grandi classici. Il couscous è una preparazione originaria del Nordafrica, che quasi per osmosi è stato introdotto anche in Sicilia, vista la vicinanza col Continente. Si tratta di granelli di semola cotti al vapore, che possono essere consumati insieme a una grande quantità di ingredienti. In Sicilia sono diventati un piatto tipico soprattutto della provincia trapanese e della parte occidentale dell’isola, ma non è raro trovarli anche altrove.

La variante siciliana più famosa è il couscous di pesce, condito con un brodetto di pesce misto, l’aggiunta di gamberi e scampi, pomodoro, aglio rosso di Nubia (altra specialità locale) e mandorle. Una vera specialità, per godersi un pasto “diverso”, ma profondamente siciliano.